Il programmatic advertising e l’Intelligenza Artificiale

Tecnologia di domani al servizio del marketing di oggi

Quando si parla di Intelligenza Artificiale spesso si pensa a scenari di fantascienza. Androidi cattivi, dotati di un intelletto superiore che consente loro di liberarsi senza difficoltà della razza umana. Oppure, al contrario, umanoidi teneri ed empatici che ci assistono nelle mansioni di tutti i giorni, e sono capaci di esprimere qualcosa di molto simile all’affetto.

Queste sono prospettive certo affascinanti, ma è difficile immaginare se davvero il futuro porterà in questa direzione. Quello che però sappiamo di certo è che, seppur con effetti meno eclatanti, l’Intelligenza Artificiale è già nel nostro quotidiano. Dagli assistenti virtuali alla domotica, dai chatbot ai videogiochi, questa tecnologia sta occupando spazi sempre più larghi nella nostra routine giornaliera.

Il mondo del marketing, dove l’elevata competitività spinge alla costante ricerca di soluzioni innovative, ha da subito mostrato interesse per le possibili applicazioni dell’Intelligenza Artificiale e trovato in questo strumento un potente alleato.

 

Il marketing data driven:
quando l’intelligenza artificiale trova risposte ai bisogni umani

Oggi, soprattutto grazie al web, reperire beni e servizi è sempre più facile: in questo panorama ampio e vario di offerta i clienti vanno alla ricerca di soluzioni il più vicine possibili alle proprie esigenze.

Di conseguenza il marketing non può più seguire percorsi massificati. Al contrario sono proprio i bisogni degli utenti, con la loro infinita variabilità, a dover guidare le nuove strategie.

Ma come poterli individuare e interpretare? Nel complesso gioco del web, sono proprio i potenziali clienti a fornirci gli strumenti giusti. I loro comportamenti, le loro ricerche, le loro preferenze; i dati che inseriscono nei form, le abitudini di navigazione, il luogo stesso da cui si connettono. Tutto può essere utilizzato per capire, e intercettare, i bisogni dei consumatori.

Ma si tratta di una grande mole di dati, che vanno raccolti, analizzati, sistematizzati. E dal momento che abitudini ed esigenze, nella società contemporanea, sono mutevoli, il tutto deve essere fatto in breve tempo.

 

il marketing data driveln

 

Per quanto l’intelligenza umana, allenata dall’esperienza, possa fare un egregio lavoro, quella artificiale è in grado di processare i famosi “big datain modo più preciso e veloce.

La capacità di calcolo delle macchine unita alla possibilità di apprendimento fornita dai nuovi software può spingere il marketing a superare il concetto stesso di targettizzazione, verso quello che viene definito Predictive Marketing. Un nuovo tipo di comunicazione, che sfrutta l’automazione per creare campagne personalizzate in ogni minimo dettaglio e pubblicarle nel posto e nel momento in cui raggiungono l’audience più adatta. Secondo uno studio pubblicato da Sizmek[1] oltre l’82% degli esperti del settore concorda sul fatto che sarà questo, nei prossimi due anni, il vero terreno di confronto con i concorrenti.

Anche noi di be2be pensiamo che le strategie di marketing possano avere successo solo se capaci di adattarsi di continuo al contesto che cambia. Per questo crediamo nelle potenzialità del

 

Programmatic Advertising

E non siamo i soli. Nel mercato europeo la metà degli investimenti nell’advertising digitale punta sul programmatic advertising. In un momento in cui la pubblicità digitale si prepara a effettuare il sorpasso su media più tradizionali, come la televisione, risulta ancora più evidente l’importanza di sfruttare ogni strumento a disposizione per migliorare le performace del marketing online.

Ed è proprio quello che fa il Programmatic Advertising: questa tecnologia permette infatti non soltanto di vendere e acquistare spazi pubblicitari online in maniera totalmente automatizzata, ma soprattutto di farlo in modo mirato. Si può acquistare lo spazio giusto, nel momento giusto, attraverso il canale più adatto per il target individuato. Il risultato è un aumento delle conversioni e, di conseguenza, del ROI.

L’intervento dell’Intelligenza Artificiale quindi razionalizza e ottimizza il lavoro dei marketers; ma non li sostituisce. Al contrario: se da un lato scarica i professionisti del digital advertising della gestione di una mole di dati sempre più ingente, dall’altra libera risorse per una pianificazione strategica più attenta.

 

foto robot rotto intelligenza artificiale

 

Anzi, oggi più che mai, dal momento che alcuni processi vengono automatizzati, sono necessari professionisti di grande preparazione ed esperienza. Quelli che be2be mette a disposizione dei suoi clienti; che sono in grado di calibrare i diversi strumenti di advertising per una business solution efficace; che sanno produrre contenuti originali e di qualità per catturare ogni tipologia di target.

 

[1] https://www.sizmek.com/tlp/

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